i Gigli e la purezza del loro significato

Regalare un mazzo di Gigli ha un significato di grande purezza e bontà d’animo.

Il giglio bianco è simbolo di purezza e di innocenza, poichè senza macchia e perfettamente candido e si usa principalmente per fiori da regalare per nascita.

Nella storia dei popoli l’immagine del giglio è molto presente sulle sculture assire e sulle tombe egiziane:

presso questi due imperi il suo significato diventò l’emblema della sovranità reale e dell’innocenza verginale delle ragazze che si sposavano.

Nell’antichità, tra i Greci e i Romani incarnò il significato del grande amore sublime e della procreazione;

il sacerdote poneva sul capo della sposa la rituale corona nuziale di gigli con inserite spighe di grano, simboli della purezza e dell’abbondanza.

Il giglio, come metafora di purezza e di innocenza, spinse, in epoca vittoriana, a riproporne l’immagine in particolare sulle lapidi delle donne così come, ai nostri giorni, con questo fiore vengono adornate le tombe dei giovani.

Nella tradizione ebraica e cristiana, il giglio era sinonimo di gioventù, verginità e fertilità.

Con l’avvento del Cristianesimo, il fiore bianco ‘Lilium candidum’ – che sbocciava nella tarda primavera e fioriva in estate – diventò conosciuto come ‘giglio della Madonna’, ‘giglio di San Luigi’, o ‘giglio di Sant’Antonio’, sinonimo di castità, purezza e virtù, come testimoniano le scritture della letteratura e l’iconografia religiosa.

Fu quindi strettamente associato a numerosi Santi martiri, tra i quali Sant’Antonio da Padova,  rappresentato con questo fiore in mano in nome della sua purezza, nel corpo e nell’anima, e della battaglia che condusse contro il demone fin dall’infanzia.

San Giuseppe venne raffigurato tradizionalmente con Gesù Bambino in braccio, mentre teneva in mano un bastone da viandante dal quale sbocciavano dei gigli bianchi.

I tre petali del giglio vennero anche ritenuti simbolici delle tre virtù – fede, speranza e carità – e quindi allusivi alla Sacra Trinità.

Nella tradizione artistica e letteraria il giglio bianco, sinonimo di innocenza, purezza, rettitudine, fede, santità, venne inserito in numerosi quadri per rappresentare la Madonna e l’Angelo dell’Annunciazione nel tardo Medioevo e nel primo Rinascimento.

Leonardo da Vinci dipinse l‘Annunciazione’ dell’Angelo Gabriele che reggeva un giglio bianco con la mano sinistra, simbolo di purezza, mentre con la destra benediceva la Vergine Maria.

Pare che la Chiesa cattolica romana avesse adottato questo fiore per rappresentare la Beata Vergine Maria per il candore dei petali.

Tuttavia, secondo un’altra versione, questo significato religioso  del giglio comprenderebbe anche il profumo del fiore quale riferimento alla divinità, lo stelo per la fede e le foglie per l’umiltà.

A convalidare questo stretto rapporto tra il giglio bianco e la Madonna è anche un’antica leggenda secondo la quale tutti i gigli fossero gialli finché un giorno la Vergine Maria si chinò a raccoglierne uno che, al suo tocco, immediatamente cambiò colore e diventò bianco candido.

Per tutti questi motivi si è soliti regalare dei mazzi di fiori con gigli in precise occasioni:

come fiori per battesimo di una nuova creatura, come simbolo di candore del nascituro stesso

per giovani spose come fiori per matrimonio, a segno della loro purezza e castità

oppure con fiori per i morti per eventi luttuosi che hanno colpito giovani vite.

  • Bouquet di candidi gigli e rose bianche

    Bouquet di gigli e rose bianche

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  • Bouquet di lilium e rose

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  • Cestino di fiori misti bianchi

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  • Mazzo di gigli rosa

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  • Mazzo funebre per recare conforto ai propri cari

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